Cosa significa davvero ascoltare la propria pelle? E – soprattutto – come si fa?
Perché lo so che lo senti dire dappertutto, allo sfinimento. E se mi segui da un po’, anche dalla sottoscritta.
Il più delle volte è difficile capire quale tipo di pelle abbiamo… figuriamoci saperla ascoltare!
Quindi no, non ti dirò che è semplice perché spesso non lo è. È semplicemente un processo, che con un po’ di pratica risulta poi più facile. Ma è sicuramente necessario.
La pelle cambia. Lo fa continuamente. Osservarla, capirla e ascoltarla è l’unica cosa che possiamo fare per prendercene cura al meglio.
Quindi, anche se ti senti confusa e un po’ frustrata perché magari fai “tutto bene” ma la tua pelle non collabora, non sentirti in colpa. Lei è lo specchio di tutto. Di noi. Della nostra vita. Fluttua continuamente. E cambia con te.
Leggi fino alla fine e capirai perché succede, come adattare la skincare ai cambiamenti e come capire cosa serve davvero alla tua pelle, giorno per giorno, momento per momento.
Se non ci conosciamo, piacere!

Sono Martina Graziani.
Blogger, content creator, con il sogno di rendere il mondo della bellezza più vero e meno patinato.
Nel frattempo, consiglio skincare e make-up in modo semplice e accessibile, per aiutarti a prenderti cura di te senza stress.
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Il tipo di pelle può cambiare?
Ci dicono che è necessario capire il proprio tipo di pelle per prendersene cura al meglio, ma troppo spesso si dimenticano di dirci, invece, che può cambiare – più spesso di quanto pensiamo.
La tipologia di pelle è determinata dalla genetica, ma sicuramente i fattori che la influenzano sono così tanti che effettivamente non potrà mai essere sempre uguale.
Quindi, possiamo dire che la classificazione comune dei tipi di pelle (normale, secca, grassa, mista) è un incasellamento generale – un punto di partenza. Ma poi la storia è leggermente più complicata.
Ti faccio un esempio in modo che tu possa capire meglio.
Io ho da sempre una pelle tendenzialmente grassa. Si lucida molto nella zona della fronte e del naso. Se la tocco, al tatto, è veramente oleosa. Soffro di punti neri, bianchi e brufoletti. Queste sono le caratteristiche generali che ho sempre. Ma poi devo tenere conto che quando si abbassano le temperature soffre, quindi tende a disidratarsi e a diventare più sensibile, ad esempio.
Quindi, per genetica non ho una pelle secca, ma nel corso delle stagioni o di vari momenti sperimento lo stesso alcune delle caratteristiche che ha questo tipo di pelle, e devo in qualche modo, adattarmi a questi cambiamenti.
Se non conosci ancora qual è la tua tipologia di pelle, allora, inizia da qui.
Quali sono i fattori che influenzano la pelle?
Come ti ho detto i fattori che possono influire sullo stato e sul tipo di pelle sono molteplici.
- Il clima e le temperature – freddo o caldo e cambi di stagione vari condizionano la pelle. C’è chi più e chi meno, ma quasi sempre, ad esempio, in estate tutti avremo la pelle più grassa, mentre in inverno più secca.
- Gli ormoni – giocano un ruolo fondamentale. Basti pensare a come cambia la nostra pelle nei giorni del ciclo o in momenti particolari come la gravidanza o la menopausa.
- L’esposizione al sole – i raggi solari, inevitabilmente, ci lasceranno dei “regalini” a lungo andare. Macchie, rughe, secchezza, ispessimento e un aumento del rischio di tumori della pelle. Per questo è importante trovare un equilibrio per esporci e soprattutto non dimenticare di proteggerci.
- Il fumo – rende la pelle più predisposta all’invecchiamento – anche precoce.
- L’inquinamento – può creare diversi problemi alla pelle, come l’aumento di rughe, macchie e in generale un colorito spento, proprio a causa dell’aumento dei radicali liberi.
- I farmaci – alcuni possono rendere la pelle molto più sensibile e reattiva e aumentare la produzione di sebo.
- Lo stress – quando siamo sotto stress potremmo notare una pelle più grassa, con più imperfezioni, e anche molto più delicata e reattiva.
- L’età – normalmente col passare degli anni tutti produciamo meno sebo, quindi avremo sempre meno una pelle grassa e più secca. Anche se la zona dove ci sono più ghiandole sebacee (fronte e naso) rimarrà più oleosa rispetto al resto del viso.
- La skincare routine – sicuramente la routine che facciamo influenza il modo in cui vediamo e percepiamo la nostra pelle. Soprattutto è utile capire se effettivamente è quella giusta per noi o se al contrario è sbagliata, e quindi sta causando eventuali peggioramenti della pelle.
- L’alimentazione – negli anni sono stati fatti molti studi tra il legame effettivo tra alimentazione e pelle, arrivando spesso a conclusioni poco chiare. Ma studi più recenti stanno dimostrando che la correlazione c’è, sia a livello di malattie dermatologiche come l’acne e l’invecchiamento cutaneo. Quindi, sicuramente, cibi ricchi di carboidrati, dolci, bevande zuccherate e latticini possono interferire in qualche modo con la salute della nostra pelle.
A proposito di quest’ultimo punto, ti racconto un episodio personale che può confermare, in parte, questa tesi ⤵️
Nel periodo delle festività, si sa, tendiamo a mangiare più “schifezze”. E mi rendo conto di aver esagerato, soprattutto con i dolci. Essendo anche intollerante al lattosio è come se avessi creato “un’infiammazione generale” e la mia pelle ne ha veramente risentito. Ero veramente piena di brufoli infiammati e la mia pelle produceva molto più sebo del solito. Era andata in tilt.
È successo a me, ma sono sicura che con le abbuffate che ci facciamo in quel periodo, magari, è capitato anche a te. È normale. Succede. Niente panico.
Quello che mi ha aiutato è stato ripristinare un po’ la dieta e strutturare una skincare riparativa.
Ovviamente non posso dare la colpa solo alla mia dieta di quel periodo, ma anche all’assunzione di farmaci, e in parte il periodo stressante che stavo vivendo.
Da qui, capisci bene, che la pelle è veramente come un’antenna. Ascolta e reagisce.

Cosa significa (davvero) ascoltare la propria pelle?
Come ti ho già anticipato, ascoltare la propria pelle va oltre a capirne solo le caratteristiche più generali. È un processo in cui ci mettiamo all’ascolto reale delle sensazioni che ci trasmette.
Ascoltare la propria pelle significa:
- osservarla giorno per giorno
- riconoscere i segnali che ci manda
- capire quando ha bisogno di qualcosa di diverso
- fare una skincare routine più consapevole
Ascoltare la propria pelle è un gesto quotidiano, che non ha nulla a che fare con trend e mode. Perché ogni pelle è unica e va trattata come tale.

Come imparare ad ascoltare la propria pelle
Non c’è un modo giusto o sbagliato per farlo, anche perchè si migliora col tempo. Ma ecco alcuni suggerimenti pratici da cui sono partita e che mi hanno aiutato, da cui puoi prendere spunto:
- riconoscere il proprio tipo di pelle
- valutare quali sono l’esigenze e le condizioni reali della propria pelle
- concentrarsi sulle cose da migliorare della propria pelle
Punto 1: il tipo di pelle
Il tipo di pelle, abbiamo capito, che è la base. Immaginalo come una grossa scatola che contiene tutto.
Il modo più semplice per capire a quale tipologia di pelle apparteniamo è fare il test della detersione. E lo puoi fare anche più volte nel corso del tempo proprio per fare un check della pelle.
Consiste nel detergere il viso in modo delicato, eliminando ogni traccia di sporco. La cosa migliore sarebbe usare un detergente delicato che non vada a squilibrare troppo la pelle. Per questo, di solito, uso l’acqua micellare. Puoi lavare il viso anche solo con acqua, ma considera che da sola non riesce sempre a ripulire bene la pelle.
Una volta pulita la pelle, non applicare nessun altro prodotto. Nel frattempo, cerca di stare il più tranquilla possibile. Quindi, niente sport o robe scatenate.
Aspetta almeno 2 ore e poi, semplicemente, vai allo specchio e inizia ad osservare e analizzare la tua pelle in ogni dettaglio.
Prova ad incasellare la tua pelle in uno dei 4 tipi:
- pelle normale: rosea, morbida, texture regolare, pori fini, ne troppo grassa ne troppo secca
- pelle secca: sottile, ruvida, più soggetta ad arrossamenti e irritazioni, e che lascia la sensazione di “pelle che tira”
- pelle grassa: lucida, untuosa, con pori dilatati e più soggetta ad imperfezioni
- pelle mista: zona T (fronte, naso, mento) più grassa, guance più normali o secche
Da qui passa al punto 2.
Punto 2: le condizioni della pelle
Se il tipo di pelle è la scatola che contiene tutto, le condizioni della pelle sono, invece, le cose che troviamo dentro la scatola. Sono temporanee, influenzate dai diversi fattori che abbiamo visto prima, e non sono correlate per forza con il tipo di pelle.
Un esempio? La disidratazione (mancanza d’acqua).
Sia una pelle secca ma anche una pelle grassa possono essere disidratate. Come ti ho raccontato inizialmente, la mia pelle tendenzialmente grassa, in inverno tende a disidratarsi.
Altre condizioni possono essere una pelle particolarmente sensibile (che no, non è un tipo di pelle), avere una barriera cutanea danneggiata con conseguenti arrossamenti e bruciori, e la famigerata pelle asfittica (no, anche questa non è un tipo di pelle, e qui ti spiego meglio).
Una volta che abbiamo capito se abbiamo qualche condizione particolare, passiamo all’ultimo punto.
Punto 3: le problematiche della pelle
Qui, andiamo realmente a capire cosa non ci piace della nostra pelle e, quindi, cosa vogliamo migliorare.
Per problematiche si intendono le varie imperfezioni (punti neri, punti bianchi, brufoli, pori dilatati), le macchie, le rughe, i segni, i rossori, ma anche un colorito spento o una trama della pelle irregolare.
Un consiglio in più? Scrivi tutto su un foglio o su una nota del telefono, perché ti aiuterà a mettere ancora più ordine e capire come agire.
Dunque, arrivate a questo punto, dovremmo avere un quadro sicuramente più chiaro. Ma è importante che continui ad ascoltare i segnali che ti manda la pelle ogni giorno – perché sì, la pelle cambia anche di giorno in giorno.
Ecco alcuni segnali da non ignorare
- Pelle che tira – una pelle che lascia questa sensazione potrebbe essere una pelle secca o disidratata, che non viene idratata correttamente o potrebbe significare anche che stiamo facendo una detersione o un’esfoliazione troppo aggressiva.
- Pelle che si lucida più del solito – potrebbe essere una pelle con una barriera compressa da un’eccessiva esfoliazione o scorretta detersione.
- Pelle che pizzica/brucia – potrebbe significare che si sta facendo una skincare scorretta o che è irritata da qualche fattore esterno.
- Pelle spenta – potrebbe significare che stiamo vivendo un periodo particolarmente stressante e stancante o che c’è anche un accumulo eccessivo di cellule morte.
Come adattare la skincare alle esigenze della tua pelle
Quando iniziamo davvero ad ascoltare la nostra pelle e le sue esigenze cambia il modo in cui la percepiamo e come si fa skincare. E di solito, succede, in concomitanza di un periodo stressante, un cambio di stagione o un momento di vita diverso.
Si adatta la skincare al momento. Si rallenta. Si semplifica. Si toglie, piuttosto che aggiungere. Si smette di trattare la pelle per quello che “dovrebbe essere”.
Perché la pelle non va trattata per un’etichetta, ma per come si trova in quel momento.
Quando ho avuto il momento di panico con la mia pelle, se mi ostinavo a continuare a trattarla come una pelle grassa avrei peggiorato le cose. In quel momento non era più solo una pelle che si lucida, ma era una pelle stressata, infiammata, sensibilizzata. Aveva bisogno di prodotti calmanti, lenitivi, riparatori.
Questo significa adattare la skincare alla propria pelle e farla in modo più consapevole.
Ad ogni modo, per creare la skincare più adatta a te, parti sempre dagli step base: detersione, idratazione e protezione solare.
Gli step extra, quindi i vari trattamenti, aggiungili sempre in un secondo step, considerando le esigenze specifiche.
Ecco un esempio pratico partendo dalla mia pelle ⤵️
In questo momento ho una pelle mista/grassa che si lucida molto nella zona della fronte e del naso. Voglio migliorare questo aspetto agendo sulla produzione eccessiva di sebo.
Quindi, userò un detergente delicato, magari a base schiumogena. Sceglierò una crema idratante leggera e una protezione solare, anch’essa leggera, magari con un’azione opacizzante. Questi sono i 3 step fondamentali. Lo step extra (il trattamento) sarà l’aggiunta di un siero sebo normalizzante, magari a base di niacinamide.
Questo è un esempio molto semplice, ma spero ti abbia aiutato a farti capire meglio.
Leggi 👉🏻 Come si fa la skincare: guida pratica per chi parte da zero
Quando inizi ad ascoltare davvero la tua pelle, smetti di combatterla. E spesso, è lì che inizia a stare meglio anche lei. L’ascolto è un allenamento continuo, quindi non sentirti in colpa se stai sbagliando. Non è sempre facile riconoscere i segnali che ci manda.
Tu continua a provare e cambia prospettiva. Chiediti: cosa mi sta chiedendo davvero la mia pelle in questo momento?
Se hai bisogno di una mano, scrivimi a martina@mybeautyinpink.it

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Puoi ascoltarlo e seguirlo su:

Ciao , come sempre spieghi le cose molto chiaramente aiutandoci a capire come dobbiamo trattare la nostra pelle l’articolo è molto interessante complimenti 👏👏 😊🤗
Grazie mille!
Mi fa molto piacere. Questo è un tema super super importante a cui tengo particolarmente e che volevo arrivasse nel modo più semplice possibile.