Sappi che lo so: non ti manca la voglia di prenderti cura della tua pelle, ma solo un modo semplice per imparare a capirla. Ed è del tutto normale, soprattutto all’inizio (ma spesso anche dopo) sentirsi confuse. Perché magari la pelle cambia da un giorno all’altro, oppure perché le informazioni che trovi online finiscono per farti venire ancora più dubbi, fino a farti sospettare di sbagliare prodotti e spendere soldi inutilmente.
Capire il proprio tipo di pelle è sicuramente un piccolo “scoglio” iniziale, ma assolutamente superabile. Anche perché te lo dico già in partenza: è utile saperlo, ma non è la verità definitiva. È un punto di partenza – un incasellamento generale – ma la pelle cambia, ha esigenze diverse a seconda di momenti diversi della nostra vita, e questo è quello che conta davvero sapere.
In questo articolo ti aiuterò a fare un po’ chiarezza; partiamo dai test semplici che puoi fare a casa, passiamo ai principali tipi di pelle e arriviamo a quelle condizioni e quei cambiamenti che spesso creano confusione ma che è importante imparare a riconoscere per prendersi cura della propria pelle nel modo più semplice possibile.

Ciao, io sono Martina Graziani.
Blogger e content creator, con l’obiettivo di rendere la skincare più semplice e accessibile, nella vita vera. Perché non serve essere “perfette”, ma solo più consapevoli.
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Come si fa a capire il proprio tipo di pelle?
Il tipo di pelle è, in parte, dato dalla genetica, ma come ti ho già accennato può cambiare. O per meglio dire, certi fattori possono modificarlo, rendendo la pelle più secca, più grassa o più sensibile in certi periodi. Per questo motivo, i test che puoi fare per capire a quale tipologia di pelle appartieni vedili solo come una base, considerando che il miglior test è l’osservazione e l’ascolto quotidiano della tua pelle.
In ambito cosmetico esistono diversi modi per classificare la pelle. Ad esempio, tramite strumenti di laboratorio (più oggettivi), sistemi digitali e basati sull’intelligenza artificiale, l’osservazione visiva e tattile o questionari e auto-valutazioni. I metodi più “strumentali” sono sicuramente i più precisi, ma anche i meno accessibili. Quelli basati su osservazione e domande, invece, sono più semplici e soggettivi, ma proprio per questo aiutano a sviluppare una cosa importante: la percezione della propria pelle. Perché alla fine, come si comporta e come si sente la tua pelle lo sai solo tu.
Partendo da qui, ti propongo alcuni semplici test casalinghi che ti possono aiutare a controllare come si comporta la tua pelle nella vita di tutti i giorni:
- test della detersione
- test del fazzoletto
- test del dischetto di cotone
Test della detersione
Questo test consiste nell’osservare la pelle dopo aver lavato il viso con un detergente delicato, lasciando la pelle senza prodotti per almeno 1–2 ore circa. In questo tempo la pelle si “riadatta”, iniziando a mostrare il suo comportamento più naturale. Può aiutarti a notare se tende a lucidarsi velocemente, se tira o è poco confortevole o se alcune zone si comportano in modo diverso.
Se non hai un detergente delicato, puoi lavare il viso anche con un po’ di acqua tiepida, ma considera che l’acqua da sola non basta per pulire bene la pelle, quindi il risultato potrà essere ancora più impreciso.
Test del fazzoletto (o test della velina)
Dopo aver fatto il test della detersione, questo test può essere un ulteriore aiuto. Appoggia delicatamente un fazzoletto o una velina su tutto il viso, senza strofinare. Potrai notare quanta oleosità c’è superficialmente e se alcune zone producono più sebo di altre.
Test del dischetto di cotone
Simile al test del fazzoletto, ma in questo caso useremo un dischetto di cotone, passandolo delicatamente sul viso per osservare la presenza di sebo o residui. Anche in questo caso potremo capire quanto la pelle è lucida in quel momento e osservare se ci sono differenze tra le zone del viso.
Questi test funzionano davvero?
Per la loro funzione, ovvero quella di imparare a osservare la propria pelle, sì, funzionano, ma non sono test diagnostici e hanno comunque dei limiti. Il loro risultato, per esempio, può essere influenzato da tanti fattori, come il clima, gli ormoni, lo stress o la detersione stessa, quindi sono utili se li usi come strumenti di osservazione. E se puoi, ripetili per 2 o 3 giorni consecutivi, possibilmente nelle stesse condizioni, cercando di capire se ci sono dei comportamenti che si ripropongono; è proprio questo che ti aiuterà a conoscere meglio la tua pelle.

Quanti tipi di pelle ci sono?
In cosmesi, quando si parla di tipologie di pelle, di solito ci si riferisce a:
- pelle normale
- pelle secca
- pelle grassa
- pelle mista
Questa è la classificazione più comune basata sul rapporto tra quantità di sebo e di acqua (in pratica, quanto la pelle tende ad essere più grassa o secca), ma oltre a questa c’è anche un sistema più minuzioso: il Baumann Skin Type Indicator (BSTI), ovvero un questionario sviluppato dalla dermatologa Leslie Baumann, dove si classificano ben 16 tipi di pelle, invece che i classici 4. Questo sistema nasce proprio perché la classificazione tradizionale (pelle secca, grassa, normale e mista), il più delle volte, è troppo limitata.
Il BSTI considera la pelle in modo molto più completo, tenendo conto di aspetti come la sensibilità, la tendenza alle macchie e l’invecchiamento cutaneo, oltre il grado di untuosità. Questo ci fa capire ancora una volta che la pelle è qualcosa di più di una semplice ‘etichetta’ e che, per scegliere una skincare adatta, è utile osservarla e conoscere come cambia nel tempo.
Pelle normale

La cosiddetta ‘pelle equilibrata‘, che non è né troppo secca né troppo grassa e non ha particolari problematiche. Visivamente è una pelle elastica, compatta, dal colorito “sano”, e al tatto è morbida. È un tipo di pelle raro, soprattutto in età adulta, ma non impossibile.
L’unico obiettivo è mantenerla in questo stato il più a lungo, detergendola delicatamente e applicando una buona crema idratante.
Pelle secca

Questa pelle, per farla semplice, è il contrario della pelle grassa, cioè le manca il sebo. Questo la porta anche a disidratarsi più velocemente (mancanza d’acqua) e apparire sottile, ruvida, poco elastica, spenta, con pori quasi invisibili. È più soggetta a irritazioni, screpolature, arrossamenti e rughe. Chi ha la pelle secca può avere una sensazione fastidiosa di prurito o di “pelle che tira”.
In questo caso lo scopo principale della skincare routine è quello di mantenerla idratata e nutrita, quindi darle sia acqua che grasso, per bilanciare la poca produzione di sebo. Meglio usare detergenti delicati con una componente grassa (detergenti oleosi, oli, balsami o burri) e applicare prodotti emollienti con texture corpose.
Pelle grassa

Al contrario della pelle secca, qui di sebo ce n’è anche troppo, rendendo la pelle visivamente lucida e untuosa. Questa pelle è solitamente più spessa e presenta pori dilatati, proprio a causa dell’eccesso di sebo. È anche più soggetta a imperfezioni, come punti neri, punti bianchi, brufoli e acne, ma attenzione: non tutte le pelli grasse diventano automaticamente acneiche. Questo tipo di pelle si manifesta moltissimo in età puberale, a causa dell’attività ormonale, ma anche in età più avanzata si può avere.
L’obiettivo della skincare routine è cercare di normalizzare la produzione di sebo e migliorare eventuali impurità, usando per lo più detergenti schiumogeni, creme idratanti leggere e in gel e trattamenti specifici.
Pelle asfittica (o “cerosa”)
Questo è un termine che si usa spesso in ambito cosmetico, ma non è una vera classificazione scientifica. Con “pelle asfittica” si indica generalmente una pelle grassa che presenta un accumulo di sebo più denso e cellule morte, con pori ostruiti e una texture poco uniforme. Può dare la sensazione di una pelle “spenta” o “soffocata” (che non respira), perché in superficie è opaca e asciutta, anche se la produzione di sebo è attiva.
Può essere trattata come una pelle grassa, ma spingendo un po’ di più sull’esfoliazione proprio per liberare i pori.
Se vuoi saperne di più ➡️ Cos’è la pelle asfittica e come affrontarla in modo pratico
Pelle mista

È sicuramente il tipo di pelle più diffuso, con alcune zone più grasse e altre più secche. Per capirla meglio, possiamo suddividere il viso in due zone, ovvero la zona T e la zona U, ma anche qui facciamo una piccola precisazione:
- la zona T può comprende solo la fronte e il naso, mentre la zona U le guance e il mento
- al contrario, la zona T comprende anche il mento
Solitamente la zona T (fronte, naso, mento) è quella più oleosa, perché proprio in quella zona c’è più produzione di sebo, indipendentemente dalla tipologia di pelle. Le zone più laterali, invece, sono le più delicate e secche.
La skincare routine, in questo caso, dovrà cercare di riequilibrare le zone più grasse e idratare le zone più secche, usando prodotti specifici per pelli miste o applicando prodotti diversi a seconda della zona da trattare.
Perché (a volte) non si riesce a capire il proprio tipo di pelle?
Se, nonostante test, osservazione e questionari, fai ancora fatica a capire qual è il tuo tipo di pelle, fai un bel respiro – intanto – e seguimi.
In realtà non è colpa tua, ma effettivamente capire la propria pelle, a volte, è difficile. I motivi? Lei cambia a causa di tanti fattori e potresti confondere quello che vedi con una condizione temporanea della pelle. Quello che voglio dire è questo: il tipo di pelle è nel tuo DNA, mentre la condizione è temporanea.
Un esempio:
- una pelle secca è genetica, una pelle disidratata è una condizione
- una pelle grassa è genetica, una pelle che diventa sensibile è una condizione, magari a causa di un uso eccessivo di prodotti troppo “sgrassanti” o aggressivi.
Spero che ti sia più chiaro; se così non fosse, puoi usare lo spazio commenti che è sempre aperto.
Ad ogni modo, ci sono delle cose che possono confondere quando si cerca di capire la propria pelle. Ad esempio:
- osservare la pelle subito dopo la detersione. Questo può falsare la lettura perché l’acqua e le sostanze lavanti contenute nei detergenti possono alterare temporaneamente il film idrolipidico della pelle (la “pellicola” naturale e protettiva che ricopre lo strato più superficiale della pelle). Per questo è meglio aspettare un po’ di tempo prima di valutarla (almeno 1 ora).
- interpretare la sensazione di “pelle che tira” come secchezza genetica, quando spesso è semplicemente il risultato di detergenti troppo aggressivi, di un’esfoliazione esagerata o semplicemente di una barriera cutanea stressata.
- credere che se la pelle è lucida è automaticamente grassa. Può essere ma non sempre e in tutti i casi; a volte, l’eccessiva lucidità può essere una risposta a una detersione o esfoliazione troppo aggressiva o addirittura una mancanza di idratazione.

Le condizioni della pelle
Avrai già intuito che le condizioni della pelle non hanno a che fare con il tipo di pelle, quindi, qualsiasi pelle può attraversare momenti diversi, anche nel giro di pochi giorni.
Quando succede, spesso la barriera cutanea (lo strato più esterno della pelle) può essere temporaneamente alterata, influenzando il modo in cui la pelle si comporta. È per questo che non è raro avere una pelle grassa ma disidratata, una pelle secca con impurità oppure una pelle normale che diventa più sensibile. Ovviamente, in alcuni casi, queste variazioni non hanno a che fare – per forza – con una barriera alterata, ma piuttosto può succedere che ci siano degli squilibri ormonali o immunitari, ad esempio.
Quindi, a volte, ci sembra proprio che la pelle “impazzisca” all’improvviso, ma in realtà è un organo vivo, che reagisce continuamente a stimoli diversi, anche brevi ma intensi, come:
- cambiamenti ormonali
- sole e raggi UV
- inquinamento
- sbalzi di temperatura
- fumo
- alimentazione poco equilibrata
- mancana di sonno
- stress
- farmaci
Cioè l’insieme di fattori a cui la pelle è esposta durante la vita (esposoma cutaneo), come descritto in questo articolo del Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology.
Quando la pelle cerca di ribellarsi e adattarsi a tutti questi “stress acuti” si notano vari segnali:
- maggiore secchezza o disidratazione
- aumento della produzione di sebo
- sensibilità e irritazione
- rossori
- prurito
- infiammazioni (come acne, rosacea o dermatiti)
- peggioramento temporaneo di condizioni già presenti
- variazioni della cute del cuoio capelluto
Non dimentichiamo il fatto che anche una skincare routine non adatta o l’uso eccessivo di esfolianti o detergenti troppo “aggressivi” possono alterare la funzione barriera, rendendo la pelle più sensibile, disidratata e irritata.

Pelle sensibile
È una condizione soggettiva in cui la pelle reagisce più facilmente agli stimoli esterni, come sbalzi di temperatura, vento, sole o cosmetici. Può presentarsi con arrossamenti, pizzicore, bruciore o sensazione di disagio, e spesso è legata a una barriera cutanea più debole.
Pelle disidratata
In questo caso alla pelle manca acqua. E no, non è una prerogativa solo della pelle secca: tutte le pelli possono disidratarsi, anche quelle grasse.
Pelle acneica
È una condizione caratterizzata da un processo infiammatorio, più frequente nella pelle grassa, ma può comparire anche in altri tipi di pelle in determinati periodi. In questo caso parliamo di una malattia multifattoriale, che di base prevede un’eccessiva produzione di sebo, ma giocano anche altri fattori, tra cui ormoni, stress e stile di vita. L’aiuto di un dermatologo può essere un’alternativa da valutare, soprattutto in condizioni più severe.
Altre cose da osservare per capire meglio la tua pelle
Oltre alla tipologia e alle condizioni della pelle ci sono anche altri aspetti che possono aiutarti a capire meglio come sta e come sta cambiando nel tempo. L’indicatore di Baumann, in parte, li considera già.
COLORITO – Potrebbe variare a seconda di squilibri. Nota se la pelle appare a chiazze (pelle sensibile o couperose), più opaca (stress o stanchezza) o è semplicemente luminosa.
GRADO DI INVECCHIAMENTO – La pelle può apparire più liscia o più segnata (rughe) in base all’età, ma anche allo stile di vita e all’esposizione solare. Quindi, in realtà, ci può essere anche una fase precoce di invecchiamento, dovuta ad abitudini come fumo, alcool o lampade abbronzanti. Possiamo vedere la pelle poco elastica, compatta, idratata e con un colorito spento.
MACCHIE E DISCROMIE – Spesso sono legate all’esposizione solare senza protezione, ma anche a infiammazioni (acne), cambiamenti ormonali o semplicemente dovute all’età.
Siamo arrivate alla fine di questo articolo, e spero davvero che ora la tua pelle ti sembri un po’ meno un mistero.
Abbiamo capito che una pelle secca a gennaio non sarà la stessa pelle in piena estate. La pelle grassa che hai a 20 anni, non sarà la stessa che avrai a 40 anni, e va benissimo così. Non stai sbagliando nulla, ma semplicemente la tua pelle sta reagendo alla vita che fai; racconta di te, racconta chi sei: è la tua storia. Ecco perché i test come quelli che ti ho proposto e le classificazioni sono certamente strumenti preziosi, ma restano solo un punto di partenza. Il resto lo costruisci tu, con l’attenzione e l’ascolto quotidiano.
E se ora ti stai chiedendo “ok, ma ora da dove parto per creare una routine che abbia senso per la mia pelle, senza impazzire tra mille prodotti e step infiniti?”, ho pensato anche a questo.
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➡️ Le immagini in questo articolo sono state generate con l’aiuto dell’IA
LE MIE FONTI
Franchini, M. (2022). Skincare verità e falsi miti. Milano: Red!.
Prevedello, M. (2004). Cosmetologia: guida visuale. Milano: Techniche Nuove.
Oliveira R, Ferreira J, Azevedo LF, Almeida IF. An Overview of Methods to Characterize Skin Type: Focus on Visual Rating Scales and Self-Report Instruments. Cosmetics. 2023; 10(1):14. https://doi.org/10.3390/cosmetics10010014

Assolutamente pelle grassa, del tipo oleoso. Faccio fatica, infatti, a trovare la skincare giusta x me! E spero che tu potrai aiutarmi😘
Ciao Angelina! Non sai quanto ti capisco 🙈
Con questo tipo di pelle non è mai facile azzeccare i prodotti giusti, ma cercherò di aiutarti fin dove posso 💖
Grazie mille per essere passata 😘
Ottimo lavoro per capire la pelle spiegato benissimo…!continua così
Grazie mille! Sono felice che il mio articolo ti sia stato utile.
Bacioni 😘
Ciao Martina!
Che bell’articolo! Complimenti!
…Ho sempre pensato di avere una pelle grassa e invece, le tue informazioni, mi stanno facendo cambiare idea: probabilmente ho una pelle mista.
Nei prossimi giorni valuterò con maggiore attenzione.
Grazie
Francesca
Ma ciao Francesca, grazie mille intanto! 💖
Saper riconoscere la propria tipologia di pelle non è mai semplice, quindi è normale sentirsi in dubbio.
Per ogni cosa, sono qui!
A presto 😘
Bellissimo articolo, molto istruttivo e spiegato in una maniera non troppo noiosa.
Grazie mille Alessio 🥰
Sono contenta che ti sia stato utile.
A presto!
Ciao Marti, proprio un bel articolo spiegato bene e interessante 😊 brava 😘
Ma ciao! Grazie mille 🤩
Il mio obiettivo era proprio quello di scrivere in modo semplice e pratico per poter aiutare nei migliori dei modi… sono contenta di esserci riuscita!
Buona giornata 💕