Non tutto quello che senti o vedi online è una regola fissa e universale. Una skincare efficace non è quella con più prodotti o più step, ma è quella coerente con la tua pelle, le tue esigenze e la tua vita.
Oggi rispondiamo a una domanda che probabilmente ti sei fatta almeno una volta: “Sto facendo skincare nel modo giusto?“. E capiamo anche perché, quando ce la poniamo, sentiamo quella sensazione sottile e silenziosa di incertezza, mista – magari – a un senso di colpa preventivo, come se sapessimo già che sicuramente stiamo sbagliando qualcosa.
Devi sapere che ho fatto la stessa domanda anche alla mia community su WhatsApp, in un sondaggio, e la risposta più gettonata è stata proprio: “Sì, mi capita spesso di pensare di sbagliare e, a volte, mi chiedo davvero se ci sia un modo giusto di fare le cose.”
Non mi sono stupita affatto di questo risultato, perché conferma ancora una volta che oggi il mondo della skincare è diventano troppo complicato, finendo per far sentire le persone sopraffatte e inadeguate. Quindi, oggi, proviamo a fare un cambio di prospettiva: invece di chiederci quale sia la skincare routine corretta, parliamo di una skincare routine sensata, per noi e per le nostre esigenze (che sono due cose ben diverse).
Che ne dici? Partiamo subito!
Perché abbiamo iniziato a pensare che esista una skincare “perfetta”?
Specialmente negli ultimi anni la skincare routine è passata da un semplice gesto per mantenere la pelle sana a qualcosa di molto più complesso, quasi un vero e proprio segno di omologazione e conformismo. Quindi, tutti ne parlano, tutti spiegano quanto sia importante farla e soprattutto come farla bene, cosa aggiungere, quali ingredienti utilizzare e quali risultati aspettarsi.
Non è più soltanto “mi lavo il viso e metto una crema idratante”, ma è diventato “devo esfoliare, devo aggiungere il trattamento anti-age, devo provare l’ultimo ingrediente di cui si parla tanto”.
E anche se è un bene che esistano innovazione, ricerca e informazione, quando tutto diventa troppo va a finire che ci confondiamo, ci stanchiamo e finiamo per credere che quello che facciamo non sia mai abbastanza.
Social, TV, riviste e pubblicità hanno contribuito a dare tantissime informazioni sulla skincare, ma il problema è che spesso i consigli si trasformano in regole, e una regola, soprattutto quando sei all’inizio e non sai bene da dove partire, può diventare un obbligo.
Ecco perché magari usi pochi prodotti e pensi che siano troppo pochi, oppure ne usi tanti e ti chiedi se stai esagerando. Ogni cosa che fai diventa un dubbio, e cercando risposte, magari le trovi anche, ma il problema è che sono dieci risposte diverse. Quindi, alla fine, il dubbio rimane.
Questa è la skincare oggi: un mondo meraviglioso, ma al tempo stesso paranoico, pieno di rumore, e spesso, di ansie inutili.

Se non ci conosciamo, piacere, io sono Martina Graziani.
Blogger e content creator, con un unico obiettivo: togliere pressione dal mondo beauty, facendoti riscoprire un approccio più semplice, umano e accogliente per prenderti cura di te. Ti parlo di skincare e make-up in modo pratico e soprattutto sostenibile per la vita di tutti i giorni, anche quelli no.
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La skincare routine “giusta” per tutti non esiste
Come avrai potuto intuire, una skincare routine che sia giusta e universale per tutti non può realmente esistere e i motivi sono semplici.
Ogni pelle è diversa e ha esigenze diverse, ma non è solo questo. Ogni persona ha il proprio stile di vita, il proprio budget, il tempo che può dedicare alla routine, le proprie preferenze e anche un modo diverso di vivere questo momento. C’è chi ama fare tanti step e si diverte a provare nuovi prodotti e chi, invece, preferisce una routine essenziale. C’è chi ha il tempo e la voglia di dedicarsi alla skincare mattina e sera e chi, in alcuni periodi della propria vita, ha semplicemente bisogno di qualcosa che non metta pressione.
Questo non significa che nella skincare valga tutto o che non esistano delle basi comuni, ma che piuttosto è importante saper distinguere tra principi e regole. Un principio può essere fondamentale per tutti, ma il modo in cui si applica può cambiare da persona a persona. Per questo non abbiamo bisogno di una routine universale, ma di una che abbia senso per noi.
Cosa serve davvero in una skincare routine?
Se non esiste un numero perfetto di prodotti o una routine identica per tutti, allora cosa conta davvero?
Pensiamo a delle caratteristiche principali che una skincare routine dovrebbe avere. Per esempio:
- detergere la pelle in modo adeguato
- mantenere la pelle confortevole e idratata
- proteggere la pelle dai raggi solari
- evitare di stressare la pelle inutilmente
- scegliere prodotti compatibili con le proprie esigenze
- introdurre gradualmente determinati attivi, quando hanno realmente senso.
Queste sono basi, principi, funzioni comuni, ma il modo in cui vengono fatte possono essere diverse. Ad esempio, non esiste necessariamente un unico detergente corretto, una sola crema giusta o un numero preciso di step che tutti dovrebbero fare. Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto di skincare personalizzata. Dunque, rispondere a domande del tipo:
- quale detergente usare?
- quale texture è più adatta alla mia pelle?
- quali attivi introdurre?
- quale frequenza è la più adatta a me?
Ti faccio un esempio: io che ho una pelle tendenzialmente grassa potrei preferire un detergente che mi aiuti a pulire bene la pelle senza stressarla, magari con una texture in gel. Lo stesso prodotto, però, potrebbe non essere la scelta più adatta per una pelle secca o particolarmente sensibile.
Ecco che ogni skincare dipende dalla pelle, dagli obiettivi, da eventuali condizioni o patologie cutanee e dalla tollerabilità individuale. E in presenza di una condizione dermatologica, inoltre, la routine può richiedere anche l’aiuto di un professionista.
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Ci sono delle “regole skincare” basate sulla scienza?

Arrivate a questo punto, quindi, potremmo pensare anche che tutto ciò che ci viene detto è solo marketing. Ma in realtà esistono anche dei principi che hanno una base biologica e scientifica.
Ad esempio, nella pubblicazione The Skin Barrier and Moisturization: Function, Disruption, and Mechanisms of Repair del 2023, si parla dell’importanza:
- della barriera cutanea
- del pH della pelle
- del microbioma della pelle
Nessuno di questi è un concetto astratto, anzi. La barriera cutanea, ad esempio, è una sorta di “muro protettivo” che aiuta la pelle a difendersi e a mantenere l’idratazione. Se per caso detergiamo in modo troppo aggressivo, esfoliamo la pelle continuamente e aggiungiamo strati e strati di prodotti senza un reale motivo, rischiamo solo di stressare quel “muro”, rendendolo debole. E lo stesso vale per il pH della pelle e i microrganismi che vivono sulla sua superficie: fanno tutti parte di un equilibrio. Se questo equilibrio viene “disturbato”, la pelle non potrà essere una pelle sana.
Un altro principio solido della skincare e scientificamente validato è l’uso della protezione solare. A confermarlo c’è anche uno studio clinico randomizzato pubblicato su Annals of Internal Medicine, in cui dei ricercatori hanno seguito per ben 4 anni e mezzo un gruppo di persone, arrivando alla conclusione che chi usava la protezione solare quotidianamente ha registrato ben il 24% di invecchiamento cutaneo in meno rispetto a chi la applicava solo saltuariamente o a propria discrezione. Questo studio, quindi, ci ricorda che la fotoprotezione non è semplicemente una strategia di marketing per venderci tubetti di prodotti, ma ha una funzione ben precisa e può contribuire davvero a prevenire il fotoinvecchiamento, tenendo presente sempre, però, che non è nemmeno l’unico fattore da considerare.
Detto questo, se la protezione solare è una raccomandazione generale per tutti, parliamo un attimo di principi attivi, un altro punto in cui è facilissimo perdersi. Retinoidi, vitamina C, niacinamide e tanti altri ingredienti sono stati studiati e possono essere utili per determinate esigenze, ma devi pensare a loro come a dei colori e degli strumenti che hai a disposizione per creare un quadro. Avere tanti colori disponibili non significa doverli usare tutti nello stesso dipinto, anzi, a volte sono proprio pochi colori scelti bene a dare l’armonia giusta.
Con la skincare è la stessa cosa. Un principio attivo può essere molto interessante e avere delle evidenze a sostegno del suo utilizzo, ma questo non significa che debba necessariamente entrare nella tua routine. Facciamo l’esempio per i retinoidi: è vero che possono essere molto efficaci per la loro azione anti-age e anche per contrastare l’acne, ma possono anche provocare irritazione, soprattutto se introdotti troppo velocemente.
Quindi, secondo me, diventa sempre più importante anche distinguere scienza e marketing. La scienza può darci gli strumenti per capire meglio la nostra pelle. Il marketing, spesso, può trasformare un messaggio in qualcosa di assoluto. In questo caso, sta a noi scegliere quali strumenti hanno davvero senso per la nostra pelle, le nostre esigenze e abitudini.
Cosa abbiamo capito finora?
La parte più “universale” della skincare riguarda soprattutto alcuni principi: prendersi cura della barriera cutanea, limitare le irritazioni inutili, mantenere la pelle adeguatamente idratata e proteggersi dai raggi solari quando necessario. Non riguarda, invece, il numero di passaggi, la marca che usiamo, la presenza di più attivi o una tecnica specifica.
| Cosa conta davvero nella skincare? | Cosa non è automaticamente necessario per tutti? |
|---|---|
| detergere la pelle in modo adeguato | usare un siero specifico per trattare una condizione/problematica della pelle più in profondità |
| mantenerla idratata | fare doppia detersione |
| proteggerla dal sole | fare skincare coreana |
| evitare di stressarla inutilmente | fare una routine da 8-10 |
| scegliere prodotti compatibili con le proprie esigenze | usare prodotti costosi |
| introdurre gradualmente determinati attivi | utilizzare più attivi contemporaneamente |
| ascoltare la propria pelle senza seguire ogni trend virale | seguire ogni trend skincare |
Bisogna seguire tutti gli step della skincare?
Risposta breve: NO. Ora, se vuoi, ti spiego meglio.
Non esiste un numero giusto di passaggi che determini da solo se una skincare è fatta bene, quindi, anche se oggi ci siamo abituate a pensare che una routine più lunga è una routine migliore, non è così. E non sono solo io ad affermarlo, ma anche la dermatologa Garshick in una recente guida dell’American Academy of Dermatology dedicata alla skincare preadolescenziale. Lei stessa sottolinea esplicitamente che “more is not more” (letteralmente “di più non è di più”) e che la costanza conta più di una routine da 10 step. Personalmente credo che questo possa valere per tutti e non solo per i più giovani.
Detto questo, un siero, un tonico, un’essenza, una maschera o una doppia detersione possono avere senso in determinate situazioni, ma non significa che debbano necessariamente far parte della routine di tutte le persone. Perché possiamo usare anche otto o dieci prodotti, ma se dopo una settimana abbandoniamo tutto perché è diventato troppo impegnativo, forse non era il modo giusto per noi.
Non devi aggiungere uno step perché “dovresti” o perché “lo fanno tutti”. Aggiungilo solo se risponde a una tua esigenza o anche solo perché ti fa stare bene ed è sostenibile per te.
Bisogna fare skincare mattina e sera?
Anche qui, la risposta è semplicemente dipende. Dipende dalla tua pelle, da quello che fai durante la giornata, dai prodotti che utilizzi, dal clima, dal trucco e soprattutto da ciò di cui la tua pelle ha realmente bisogno.
La routine del mattino e quella della sera possono avere anche funzioni diverse e, in alcuni casi, può essere utile organizzare i prodotti in modo distinto nei due momenti della giornata. Ma facciamo degli esempi pratici.
Esempio 1 — La mattina hai poco tempo
In questo caso potresti semplicemente detergere delicatamente se ne senti il bisogno o by-passare se hai la pelle secca o sensibile, applicare una crema idratante o passare direttamente alla protezione solare.
Esempio 2 — La sera hai qualcosa da “rimuovere”
Se durante il giorno ti sei truccata, hai messo la protezione solare o semplicemente senti la pelle più sporca può avere senso dedicare qualche minuto in più alla detersione, con una fase di struccaggio appropriata, e poi applicare eventuali trattamenti e i prodotti di cui la tua pelle ha bisogno.
Esempio 3 — Sei stanca morta
È sera, sei stanca, hai avuto una giornata infinita e l’idea di metterti davanti allo specchio a fare una routine, anche solo di tre passaggi, ti fa venire “l’ansia”. Va bene. Non succederà niente se quella sera salterai direttamente la tua routine o farai il minimo indispensabile, come detergere e applicare un velo di crema idratante. Il giorno dopo riprendi semplicemente la tua routine, senza ansie o giudizi inutili.
Come capire quali prodotti skincare ti servono davvero
Abbiamo capito che non esistono nemmeno dei prodotti universali da utilizzare, ma piuttosto quelli che si adattano alla persona che li utilizza. Per questo, ho pensato di proporti un esercizio molto semplice. Prendi carta e penna, dividi un foglio in tre colonne e scrivi:
- Mi serve
- Mi può servire
- Lo uso perché dovrei
Nella colonna “mi serve” metti i prodotti o le funzioni che consideri realmente fondamentali per te e per la tua pelle.
Nella colonna “mi può servire”, invece, metti tutto quello che utilizzi o utilizzeresti perché risponde a un’esigenza specifica. Potrebbe essere un siero idratante se senti di avere bisogno di un supporto maggior per l’idratazione della tua pelle, ad esempio.
Nella colonna “lo uso perché dovrei” aggiungi tutto ciò che stai facendo soltanto perché qualcuno ti ha detto che dovresti farlo, ma che in realtà senti che ti pesa o di cui non capisci bene il motivo.

Adesso guarda quello che è venuto fuori. Non devi fare niente: ne eliminare o comprare qualcosa di nuovo. Devi semplicemente capire perché stai facendo quello che stai facendo, e soprattutto se, per te, in questo momento ha davvero senso. Sono sicura che questo esercizio semplicissimo ti aiuterà a smettere di inseguire regole standard e iniziare a fare scelte più consapevoli.
Se ti va, fammi sapere cosa hai scoperto nello spazio commenti qui sotto, che è sempre aperto (leggo tutto e rispondo sempre).
Come capire se stai facendo “bene” la tua skincare
Fare skincare è un allenamento continuo e soprattutto capire di cosa ha bisogno la propria pelle è un processo quotidiano. Ma credo che fare skincare nel modo giusto sia proprio quando viviamo questo momento nella serenità più totale e vediamo la nostra pelle sana. Cosa intendo per “sana”?
Sicuramente non una pelle perfetta, non una pelle priva di ogni imperfezione o liscia come quelle che vediamo sulle copertine delle riviste o sui social. Quelle sono solo immagini filtrate, spesso realizzate in condizioni molto diverse dalla vita quotidiana (illuminazione, trucco, filtri, ritocco e posa possono cambiare moltissimo l’aspetto della pelle).
Per pelle sana intendo una pelle confortevole, senza fastidi o irritazioni persistenti, che nel complesso è abbastanza equilibrata e che ti fa sentire in pace con te stessa: una pelle sana che non è perfetta, ma è semplicemente una pelle vera che racconta di te.
Ma non solo. Fare skincare “bene” significa anche avere una routine sostenibile. Sostenibile economicamente, ma anche rispetto ai propri ritmi e al modo in cui si vuole vivere la cura della pelle.
Per capire se ci sei, prova a farti queste domande:
- la mia routine risponde alle esigenze della mia pelle?
- i prodotti che uso sono compatibili con queste esigenze?
- la mia pelle è confortevole?
- sto evitando di stressarla inutilmente?
- riesco a sostenere questa routine nel tempo?
- è compatibile con il mio stile di vita?
- è sostenibile anche economicamente?
- ogni prodotto che utilizzo ha un motivo per essere lì?
Quando possiamo davvero parlare di “errori skincare”?
La parola “errore” non mi entusiasma particolarmente, perché rischia di riportarci proprio a quella sensazione di dover fare tutto alla perfezione. Ma ovviamente non posso nemmeno dirti che nella skincare va bene tutto. Quindi, parliamo di comportamenti che possono essere problematici per la tua pelle, soprattutto quando diventano eccessivi.
Ad esempio:
- usare prodotti troppo aggressivi per la propria pelle
- esfoliare in modo esagerato
- introdurre troppi attivi contemporaneamente
- ignorare irritazioni persistenti
- cambiare continuamente prodotti senza capire cosa sta succedendo
- utilizzare i prodotti in modo diverso dalle indicazioni d’uso o senza tener conto delle loro caratteristiche
- trascurare la protezione solare quando necessaria
- continuare a utilizzare un prodotto che provoca una reazione importante.
Se ci facciamo caso, la maggior parte di questi comportamenti possono nascere proprio dalla saturazione di informazioni e dai trend beauty passeggeri che escono ogni giorno.

Come creare una skincare routine semplice e adatta alla tua pelle
A questo punto, quindi, da dove possiamo partire per creare una skincare routine che ci rispecchia davvero?
Beh, partire dalle basi può essere un ottimo modo per fare ordine, ma questo non significa che tutti debbano avere una routine minimalista o che utilizzare più prodotti sia sempre sbagliato. Parti da ciò che è realmente importante per la tua pelle e per la tua quotidianità, poi valuta se hai bisogno di aggiungere qualcosa in più.
Ad esempio, se hai una specifica esigenza, puoi introdurre un prodotto con un attivo mirato. Se vuoi provare qualcosa di nuovo, fallo gradualmente, e soprattutto, ogni volta che incontri una nuova “regola skincare”, fermati e chiediti se è davvero un principio fondamentale per mantenere sana la tua pelle, se risponde a una tua necessità e se hai realmente bisogno di quel prodotto o step.
Leggi anche: Come si fa la skincare? Una guida pratica per te, che parti da zero
La skincare dovrebbe essere uno strumento per prenderci cura di noi, non l’ennesima cosa per cui giudicarci
Te lo dico per esperienza perché anch’io per molto tempo pensavo che fare skincare significasse imparare una serie di regole e rispettarle tutte. Addirittura pensavo che bisognasse arrivare ad avere la famigerata pelle perfetta. Ma più ascoltavo, e in parte imparavo, più mi sembrava di avere cose da ricordare, e paradossalmente, più informazioni avevo, più avevo paura di sbagliare. Poi, come ti ho raccontato già in altre circostanze mi sono stufata e ho trovato un modo tutto mio per prendermi cura della mia pelle, sicuramente meno ansiogeno e più adatto alla mia vita.
Ed è forse proprio questo il punto. I consigli non sono necessariamente regole assolute, soprattutto quando vengono presentati senza contesto. Non c’è bisogno di fare tutto, ma fare solo quello che ha senso per noi. Perciò, da ora in avanti la domanda non è più: “Sto facendo la skincare nel modo corretto?”, ma diventa “Questa skincare ha senso per me?”. Proprio da qui possiamo iniziare a prenderci cura della nostra pelle con un po’ meno pressione e un po’ più di consapevolezza. E se vuoi un aiuto in più, puoi ricevere anche la mia guida gratuita (fai clic sull’immagine)👇🏻

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L’immagini di questo articolo sono state generate con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale.
FONTI
🩷 Goh C-L, Wu Y, Welsh B, et al. Expert consensus on holistic skin care routine: Focus on acne, rosacea, atopic dermatitis, and sensitive skin syndrome. J Cosmet Dermatol. 2023; 22: 45-54. doi:10.1111/jocd.15519
🩷 Alvarez GV, Kang BY, Richmond AM, et al. Skincare ingredients recommended by cosmetic dermatologists: A Delphi consensus study. J Am Acad Dermatol. 2025;93(6):1509-1525. doi:10.1016/j.jaad.2025.04.021
